Per coloro che scelgono la Via difficile e poi scoprono che ne è valsa la pena.

domenica, settembre 05, 2004

Il tuffo che muta un'esistenza




Non è soltanto giovane e bello. E' anche il miglior attore spagnolo della sua generazione.
Ci ha fatto venire i brividi nella schiena con la sua interpretazione del poeta e scrittore cubano Reinaldo Arenas nello splendido Prima che cada la notte, abbiamo sorriso amaramente ne I lunedì al sole, lo ricordiamo stupendo e maledetto in Uova d'oro e nel dolce e visionario La teta y la luna.
Tutto questo e molto di più prende il nome di Javier Bardem, classe 1969.
Avevo, già qualche settimana fa, dichiarato che Mare dentro sarebbe stato un capolavoro.
Dopo averlo visto ieri, nella sua prima giornata romana, in contemporanea con Venezia...lo sottoscrivo. Così è.
Vero, spietato, dolce, amaro, bilanciato, sporco e repellente ma affascinante ed intenso come un onesto film sull'eutanasia e su Sorella Morte deve necessariamente essere.
Nell'ultima fatica del grande Alejandro Amenabar, Bardem porta sul grande schermo la non-vita di Ramon Sampedro. Il quale, per un unico incosciente tuffo (in una scena che ricorda molto Le grand bleu), si è spezzato il collo, ritrovandosi tetraplegico.
Le donne che lo circondano, il giovane nipote che gli vuole un bene enorme, il fratello "maggiore" che si batterà sino all'ultimo per averlo accanto (dove finisce l'amore ed inizia l'egoismo del possesso?), il prete in carrozzella (grandioso cameo di Jose Maria Pou) con il quale discuterà senza mai vederlo in volto, la bellezza disarmante di Julia...che potete ammirare qui.
Tutto questo senza mai cadere nella retorica del sentimentalismo di maniera e mantenendo, nelle parole del regista, l'amore come chiave narrativa: "Quello che mi interessava era la relazione tra le persone. Indagare sulle varie forme di amore: l'amore impossibile, l'amore paterno...ma credo che l'elemento più forte sia il senso della morte".
La mia scena preferita: la soggettiva di Ramon che vola sui boschi della Galizia.
Il mio personaggio preferito: il dolcissimo padre che non comprende ma, tacitamente, sostiene.
Film come questo fanno bene.
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